Chi sono

Nell’antica lingua degli abitanti del Senegal MAGAL è l’atto con cui si rende omaggio a tutto ciò che di sacro c’è nella vita. Si celebra in gruppo, per ricordare le proprie origini, per fortificare le proprie radici e per celebrare la ciclicità della vita.

Ho scelto di chiamarmi MAGAL perché questo è lo spirito con cui creo i miei gioielli ed è anche l’acronimo del mio nome: Margherita Galla.

Mi piace pensare che un gioiello non sia solo un ornamento ma anche un simbolo che ricordi ad ognuno di noi la forza che custodiamo nella nostra interiorità, che ci aiuti a far sbocciare le nostre qualità nascoste e che ci inviti in ogni momento a tirar fuori il meglio in tutte le circostanze della vita.

Lavorazione gioiellii a mano Magal

A Vicenza condivido il laboratorio dove creo i miei gioielli con mia madre, Daniela Vettori. Il laboratorio orafo artistico che da lei prende il nome è uno dei pochi rimasti dove ancora si lavorano i gioielli interamente a mano, dal disegno alla finitura.

Quando da piccola esploravo questo mondo con curiosità, guardando gli operai lavorare con il fuoco e giocando con tutto quello che le mie mani acchiappavano, non avrei mai pensato che un giorno avrei seguito le tracce che mia madre stava segnando.

Ho passato la mia adolescenza a Vicenza, sono stata una cantante punk e mi sono diplomata nel Liceo classico della città.
Ma per me non era abbastanza.
Mi sono trasferita allora a Roma e lì ho approfondito la mia passione per il teatro e l’antropologia culturale, laureandomi alla Sapienza in Scienze Umanistiche.

Ma dentro di me sentivo che non era ancora ciò che volevo.

E allora sono tornata dove tutto era iniziato e ho cominciato la gavetta nel laboratorio artigianale di famiglia.
Volevo crearmi dei monili che avessero un legame profondo con il momento che stavo passando.
Mia madre ha sorriso, non ha detto niente e mi ha aperto la porta.

Sotto il suo sguardo vigile e grazie alla sua esperienza, ho creato, nel tempo, la mia linea di gioielli.

Ognuno di loro è lavorato interamente a mano da me nel nostro laboratorio e viene accompagnato da un messaggio che racconta la storia e il significato dei simboli che rappresenta. Il metallo che prediligo è l’argento 925 lavorato al naturale senza trattamenti galvanici.

Di questo metallo amo la lucentezza lunare e il fatto che sia storicamente legato al territorio in cui opero: si estraeva argento, infatti, nelle vecchie miniere scledensi, in provincia di Vicenza, dalle quali sin dall’antichità gli orefici della città si rifornivano.

Da quando ho cominciato a lavorare, i miei clienti sono stati i miei più grandi maestri. Tutte le loro richieste e osservazioni sono state per me stimoli di crescita personale. Ho capito che creare gioielli simbolici significa non solo attingere a significati archetipici ed universali, ma anche riuscire ad interpretare e realizzare i desideri delle singole persone.